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30/07/2004
Susanita è Susanita. Controlla chi passa e chi spassa, chi dice e chi tace, chi ride e chi pià. E ce l'ha con chi ride, con chi fa e con chi pensa per sé, con chi non ci pensa, con chi la guarda e con chi no. Ma non è un fatto personale: o forse si. Non è dato sapere. Susanita non vuole che altri abbiano. Qualunque cosa. Una penna o una sedia sono status symbol. Nel senso, lei sorride ma dopo zot! T'incenerisce come nemico e alteratore dei morigerati costumi della storica impresa. Chiunque viene omaggiato dal suo sguardo benevolo e dal suo ghigno, dalle sue battute flautate e omicide. Come pietra tombale, come alito gelido che soffia. Soffia. E dopo l'erba non cresce più.
dobbiamo chiarirci, una volta per tutte
29/07/2004
Due scrooge al prezzo di uno. Un becchino capintesta. Un'aria complessiva da gruppo tnt. Di notte i topi giocano a hockey a rotelle, di giorno le zanze sfrecciano nella loro versione di frecce tricolori. Acqua di cassone e acari del pleistocene, buio che più buio non si può. E se resti solo d'inverno, con tutte le luci spente, sembra la casa dei fantasmi, con la corda dell'ascensore che fa creek e ogni sorta di rumore e di gracchio. Mentre stai lì ti crescono muffe maleodoranti in ogni dove, la sciatica si mangia gli ultimi slanci elastici e l'occhio appesantito flirta continuamente con l'orologio. Suoni sovrapposti, tra radio dee jay e rds, fanno da sottofondo. E Susanita.
28/07/2004
Q-quando si avvicinano le f-ferie l'aria è d-diversa. T-tutto sembra c-cigolare e scricchiolare, come se fosse v-vicino a un c-crollo. L'orologio s'incolla, non c'è più il t-traffico che poi risorge a macchia di leopardo d-durante il giorno, e il cielo è sempre blu, che lo guardi dallo scantinato dell'ufficio (e per guardarlo ti devi alzare e sporgere, sennò non si vede neanche che t-tempo fa) e ti viene voglia di evadere. Stare a c-cinquecento metri da villa borghese, e chiusi dentro fino a sera. Bisognerà parlarne.
26/07/2004
Non è una brutta mischiata, l'orzo con la feta. Ma il segreto sta nel pomodoro, sia chiaro. Alimentato a cerecioli e cacche di lucciola, beccate di ptenarodonte nano e lame di sole fino a tardi, ma anche palpazioni di mani belle nonché piene di dita. Non era un pomodoro, era IL. Frattanto l'orto appena annaffiato è stato dissodato dall'alluvion, più o meno
e oggi acqua a scrosci, che fatti due passi due sotto la pioggia mi sono inzuppato fino alle mutande e poi non mi potevo asciugare perché senza maglietta in ufficio poteva esse sconveniente, nevvero
così me ritornerà la sciatica, ma porca miseria quanto ha piovuto, tutti bene?
certa gente me fa incazzà come una mangusta (lavoro, lavoro, ncefatecaso)
L'appostamento portò risultati insospettati: lo pterodattilo fantasma della tetide altri non era che un passero tenore (o un colibrì con amplificatore incorporato). Come sia possibile che un etto di piume faccia un casino tale, è domanda da rivolgere agli ornitologi. O si tratta di specie mutante, o di extraterrestre travestito. Comunque, complimenti all'ugola potente (il canto è similcivetta, ma rauco e potente)
23/07/2004
l'aria era fresca e c'era silenzio, si poteva dormire con le finestre aperte, anche se lo skreek dello pterodattilo fantasma che svolazzava sulla vecchia tetide a volte ci faceva svegliare (a volte era la sveglia che tirava schioppettate)
o potrebbe essere uno splint erogeno
ma 600 euro per uno spinterogeno non saranno troppi? manco fosse uno splinderogeno
avevo sentito la radio che parlava di frattini, ecco, scusate
fratti dalla fretta mangiando frutti fritti infrattati negli anfratti
22/07/2004
di sudori colanti di cuori volanti di lotiti paganti di navi dipinte in mari di sogno
(caputtà, s'è rotta la mozzarellona)
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