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28/05/2004
Me ne vo, ho da vedere qualche sagra alimentare e animale, con le gare delle ranocchie e il salto dei piatti di pasta. Torno giusto in tempo per salutare Bush
27/05/2004
Urka ascoltavo Doolittle dei Pixies (dopo tre-quattro anni minimo) mamma mia che disco
Oggi mi pare di avere le articolazioni compresse e la voce mi muore in gola, ho sonno ma non è che mi sento male. E' la primavera che rivolta sottosopra e mette la gente nella condizione di dire: "ci devo pensare". Alle cose, in genere, per chi è in perenne oscillazione tra il dubbio e la certezza di non averci capito niente. Io invece faccio, di solito, scelte decise. Osservo, però, e mi pare che molta gente, poi, abbia paura: e la paura induce poi a una specie di negazione preventiva delle cose, una sorta di guerra dell'Irak dei sentimenti e delle aspettative umane. "No, non posso stare con te perché se poi va male?", "Dobbiamo chiarire perché io, alla mia età, ho bisogno di certezze sul mio futuro", robe sentite e sempre attuali. Sempre attuali perché l'insicurezza porta all'ansia di ipotecare il futuro, messo però in discussione, incoerentemente, da una lunga serie di comportamenti scorretti che adottiamo, forse inconsapevolmente, o forse nella speranza che siano tollerati dagli altri, e che impongano una nostra certa forza "contrattuale". In realtà si tratta di maschere, come al solito, che finiscono per strozzarci. Il bello è che le mettiamo su noi e gli diamo il nome di un'altra persona. Non sapete che gioia è stare fuori da questo circolo vizioso. Ma dire di starne fuori non è ipotecare comunque il futuro? Boh
26/05/2004
E insomma, per farla breve oggi fa un anno. Cioè, un anno fa, su sollecitazione di Daniela, ho iniziato a scrivere questo blog. Non l'ho mai preso sul serio, ci ho scritto per divertirmi e per il bisogno di scrivere, non sempre con continuità. Mi ha dato, però, delle sensazioni importanti, consentendomi di prendere le distanze da alcune cose, di curarne altre, di conoscere gente interessante e anche di allacciare rapporti importanti. Insomma, qualche blog rende la vita migliore. Qualche sorriso anche. Le parole di Gaia, per esempio, le istantanee di Sobol, i modi di Gomitolo, le battute fulminanti di Jest, la simpatia irresistibile di Bradipa, e tutti gli altri che, più o meno, stanno nei link. Era dedicato a una ragazza bellissima, che saluto. Ha portato bene, molto bene. Anche felicità, che auguro a tutti quelli che, pure per sbaglio, leggono.
25/05/2004
C'è la voce, che ti dice chi sei. Che ti vibra dentro pure se chiudi gli occhi, e anzi se chiudi gli occhi ti pare che sia fuori di te, da qualche parte, e ti si rivolga contro a rimandarti la tua immagine. C'è la voce degli altri, che percepisci vibrare, di sotto. Quando c'è una pausa al telefono, quando vanno via veloci e quando esitano, quando balbettano e s'intimidiscono e quando esplodono in grida felici o rabbiose. C'è la voce che è una sensazione unica, e che se ti diverti la lasci uscire a velocità diverse e con timbri diversi, assaporando un tono che scende, attaccandoti al diaframma per stare appresso a quel cantante che ti piace, modulandola in sussurri per dire parole secche, definitive, uniche. Che quando sono uscite non sono -solo- parole. Ma sono mani che accarezzano, o pugni che percuotono. Venti d'ira e soffi di piacere. La voce.
06/05/2004
il tempo mi sfugge tra le dita, e fatico a ritrovarlo. Qualche volta lo acciuffo tra gli alluci, qualche altra lo prendo al volo prima che cada in terra. Ma il più delle volte mi scappa
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