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23/02/2004
 

Per Alda Merini
<...

Per Alda Merini

Leggo da
Aleph e vengo a sapere della loro esistenza. Non ho parole da aggiungere, ribadisco solo che anche per me si tratta della più grande poetessa italiana vivente e che leggere le sue pagine mi ha sconvolto e emozionato oltre ogni dire. Non è il primo omaggio che le dedico, anni fa mi ci presero in giro perché non sapevano chi fosse e facevano apprezzamenti scemi su di lei. Non hanno idea di chi è, della dignità, della meraviglia di quelle parole. Forse potrei trovare le parole per scriverle una cartolina, magari provateci anche voi, dietro ai link qui sopra c'è l'indirizzo.

 


Tentami tu,
il traguardo di Dio è perverso
è la lamentazione amorosa
assolutamente priva di baci









postato da Pank | 00:41 | commenti (3)


22/02/2004
 

secondo voi

A...

secondo voi

Antonioli ha preso quel gol allucinante perché:

1. c'è
2. ci fa
3. è sfigato
4. aveva un bruscolino nell'occhio
5. voleva vedere se bettarini era attento e si è distratto lui
6. sono cose che succedono nel calcio, infatti a lui succede tutti gli anni almeno un paio di volte

 

 

 

 










postato da Pank | 21:45 | commenti (5)
 

Ho la soluzione
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Ho la soluzione

Ci penso da anni. Come tutti. Anche ieri sera, quando dicevamo che se pure l'Inter era sopra di due nell'intervallo poteva prenderne quattro tutti insieme nel giro di cinque minuti.
All'improvviso mi è apparsa, nitida, la soluzione. L'Inter non esiste (più) da anni. Qualcuno ha fatto un'operazione indegna ai danni dei tifosi interisti che va denunciata. Moratti non esiste, è un impiegato Mediaset pagato per far finta di essere quel Moratti lì, che da tempo vive altrove. Chissà, forse in Micronesia. I calciatori dell'Inter non sono dell'Inter. Sono a mezzo tra Milan e Juventus e stanno lì a recitare. con un copione preciso, quello di reiterare le più sciagurate sconfitte e i rovesci più barbini. Si spiega così il fatto che uno va all'Inter e diventa una pippa, poi torna da un'altra parte e rifiorisce come un grande giocatore. Hanno tutti un incarico preciso. Toldo deve parare sempre meno che quando conta per davvero. Materazzi non era così, poi gli hanno detto che se voleva l'intero ingaggio doveva irrambirsi. Emre era un piccolo Maradona di Turchia, prima giocava bene, ma Cuper gli diceva che doveva peggiorare sennò non poteva garantirgli il posto. Lui non si è adeguato per problemi di lingua e Cuper l'ha spostato sulla fascia. Di Biagio si era pentito e l'hanno scaricato. Dalmat no, ma non era più credibile, con quelle guance. Le megafeste e gli smignottamenti fanno parte del copione: bisogna che i tifosi credano davvero che dietro ai guai dell'Inter c'è la dolce vita, o chi lo sa. Una serie di autori della scuola di Segrate ogni settimana scrive le battute della situation comedy. I lunghi infortuni sono una finta. Ronaldo non si è mai fatto male, ma aveva da girare degli spot altrove o delle telenovelas in Brasile. Vieri non se n'è mai voluto andare, oppure si. Voleva diventare conduttore di un programma televisivo, cambiare genere come il collega Fazio, o come Mazzocchi. Loro lo hanno impedito. Guardate il derby di ieri: si vede che è stato scritto da milanisti. Io stesso, da bambino, quando fantasticavo su come potevamo vincere il derby, m'immaginavo a rimontare uno 0-5 fino alla vittoria. E' ora di finirla, giù la maschera. Nel campionato italiano c'è una compagnia di giro travestita da squadra di calcio, al soldo delle due grandi padrone del vapore e dello spettacolo. Interisti, ribellatevi a questa sozza vita. Non è più calcio, è puro Truman Show. E' ora che sappiate la verità.




postato da Pank | 21:37 | commenti
 

Ci sono cose più imp...

Ci sono cose più importanti
si capisce, come no, chi lo nega, certo che si. Però ci sono letture del calcio che sono importanti pure loro, oppure sono divertenti, oppure ci si può provare a vedere meglio, oppure. Mi viene in mente, per esempio, che c'è qualcosa dietro alla passione calcistica (sana o insana che sia, ma va premesso che è da escludere a priori nei miei ragionamenti la dimensione ultras, che non mi piace, non mi ci riconosco, non m'interessa, non me ne occupo eccetera) che ha un valore importante. Voglio dire, che va al di là del semplice attaccamento, o del semplice trepidare dietro ai risultati di una squadra. Che è vita, nel senso di memorie, di cose tramandate, di accadimenti che riportano alla memoria storie che è bene ricordare. Un po' come fece Nick Hornby col suo Fever Pitch, ma non solo, e poi sarebbe trito. Diciamo che la dimensione che mi piace è quella di Soriano, più che quella di Hornby. Ovviamente senza avere la velleità di raccontare calcio in quel modo sublime. Magari posso dire che quando leggo le cose di Darwin Pastorin ho un picco di glicemia tale che mi fa dire: si, va ben ma non fa per me. Non si sopporta uno che dice che chi vende Stankovic fa piangere i bambini. Ironia, ci vuole, pure leggerezza, non ci si deve prendere sul serio. Chi c'è dentro fino al collo può capire che significa: cos'è la scaramanzia calcistica e perché chi la mette in atto potrebbe essere quanto di più lontano da una persona superstiziosa. E cosa significa partecipare a un evento che accomuna migliaia di cuori, nella gioia enorme come nelle lacrime, di gioia soprattutto, ché di sconfitta difficilmente si piange. Che cos'è questo rito che si rinnova e ci ritrova bambini, a guardare sognando ad occhi aperti una classifica che vede tutti pari, prima che inizi una nuova stagione. Perché, credo lo dicesse Hornby, comincia sempre un nuovo campionato, c'è sempre un nuovo derby, o un calciatore in cui credere, perché la sconfitta non è mai definitiva, nemmeno quando straretrocedi. Guardare la Fiorentina, fallita e precipitata in C2, che adesso gioca davanti a gente che spera, in segreto magari, di risalire in serie A. Come se questo fosse qualcosa che ti fa sbarcare il lunario o che ti risolve i problemi. Non ti risolve un cazzo: ma è il tuo (nostro) lato bambino che coltiva queste speranze, che gode di queste gioie o si abbatte per questi dolori. Chi non ha dentro questa fede bambina non può capire, e ci penserà cretini. Fa bene. Non sa cosa si perde.

postato da Pank | 21:21 | commenti (3)
 

Cci tua, Conte comp...

Cci tua, Conte

complimenti

 

 

 

 

 

 

 

 



postato da Pank | 20:10 | commenti
 

ci vuole mentalità

ci vuole mentalità

(ANSA) - LATINA 22 FEB - Due giocatori del Latina sono stati aggrediti in campo dai tifosi alla fine del derby con il Tivoli (C/2, girone C) perso 3-2. Il capitano Dario Levanto e il centrocampista Carmine Passalacqua sono stati malmenati prima di entrare negli spogliatoi. Alcune decine i tifosi entrati in campo al termine dell'incontro. Sono in corso accertamenti da parte della polizia, che ha evitato il peggio per i giocatori della squadra di casa.




 

Communisti
(ANSA)...

Communisti
(ANSA) - UDINE, 22 FEB-Due frecciate a Berlusconi da Luciano Spalletti,allenatore dell' Udinese. 'Innanzitutto -afferma-il mio presidente e' piu' sensibile di lui. Non manda lettere, non impone, ma dialoga. E poi faccio presente che il Milan ha perso l' unica partita contro di noi schierando le due punte'. Secondo Spalletti, le due punte sempre in campo 'non significano nulla, perche' molto dipende dalle situazioni. E un allenatore sa cosa fare. Contro di noi il Milan aveva in campo Tomasson e Inzaghi. E ha perso'.

 

 

 

 





postato da Pank | 20:06 | commenti
 

Com'è la classifica ...

Com'è la classifica del girone di ritorno? Dopo cinque giornate e prima di Brescia-Lecce ecco qua:
13 Milan, 11 Lazio, 10 Juventus e Udinese, 8 Roma e Parma, 7 Chievo e Lecce, 6 Samp e Modena, 5 Inter, Bologna, Brescia e Empoli, 4 Reggina e Perugia, 3 Siena, 1 Ancona.
Che vuol dire?

1) Lo scudetto non è deciso. La media è mostruosa: 55 punti in 22 partite fa +11 sulla media scudetto. Si devono fare almeno 75 punti per arrivare primi.
Siccome la Juve non mollerà mai e poi mai, se la giocheranno in tre il più a lungo possibile. Adesso riparte la Champions, per il Milan basterebbe non vincere a Roma contro la Lazio per ritrovarsi tutti addosso. Bisogna fà gli scongiuri, mannaggia la zozza (d'altra parte per me la Lazio col Milan deve vincere e basta, non sò di quelli che dicono perdiamo. Oddio, nun me strappo i capelli, anche perché scarsicrinito)

2) La Champions League neanche, ma adesso la Lazio gioca bene, il Parma gioca così così e gli dice bene, l'Inter è un non pervenuto, né di testa né di gambe, e se ne parla a parte. Se tanto mi dà tanto (40 Lazio, 39 Parma fanno proiezioni ben oltre i 60 punti) pure qui la quota è alta. Però il Parma potrebbe non reggere a questi ritmi e l'Inter, anche solo per inerzia, finirà per rientrare, perché (forse) la Lazio non può arrivare su certe quote (63-65 punti). E me gratto lo scrotame.

3) In coda è caos. E' un campionato da schifo, perché 11 squadre sono sotto media e almeno 8 di queste avrebbero rischiato brutto con i punteggi degli anni scorsi. Vuol dire che si scava un solco che sarà dura riempire, e che non è più il campionato più difficile del mondo, ma solo un torneo dove i club metropolitani, indebitati o no, si mangiano i pesci piccoli. Quando ci arrivano, sul campo. Quando non ci arrivano, qualche volta, con l'aiuto dell'arbitro. Col quale è sfigata la Lazio (eh, sò de parte) che ogni due tre je ritocca er Trefolone, che uso apposta a mò di metafa cetriolesca. Allora la mappa della disperazione partirebbe da chi va piano per passare a chi va forte. Qui pare che cammini, però, solo il Lecce; tutte le altre ogni tanto fanno una partita discreta ma poi cascano come pere. Siccome il Lecce ha stentato un bel po' all'inizio, la situazione è confusa. Allora, prendiamo, p
er esempio, il Siena. Venire qui a prenderne sei, vabbè, la Roma, quello che ve pare, però certe cose non si possono guardare, vedi lo stop di Cufré sul secondo gol, o l'infilata da polli del terzo. A febbraio il Siena non ha fatto un punto, senza Taddei. Gira con qualche fantasma di troppo e ha un ragazzo gagliardo e tosto perennemente in panchina (Menegazzo). Un allenatore che prima della partita dichiara: se perdiamo ciccia, tanto le partite nostre non sono queste. Ajò, date a Papadopulo il numero di telefono di Mazzone, e se potete aspettate a licenziarlo, che sennò ve se spalanca il baratro. I cinesi dicono che quando tocchi il fondo poi risali (non è proprio così, ma insomma). Perdere con punteggio tennistico non aiuta la saldezza del morale e dello spogliatoio, per questo Papadopulo avrebbe fatto meglio a fornire i suoi d'elmetto e anche a fargli difendere il 3-0 come l'ultima frontiera. Ma poi si guarda classifica e calendario e si vede che la Reggina è riuscita a perdere in casa col Perugia che non aveva mai vinto, che il Modena cincischia, che il Bologna gioca ma di punti non ne fa. Vanno piano tutte, quelle che stanno dietro, nel girone di ritorno dai 3 punti del Siena ai 6 del Modena ci stanno 10 squadre, incluse Inter e Samp, escluso il solo Lecce. Se poi si calcola che quelle che hanno fatto più punti, cioè Lecce e Modena, hanno già preso il jolly tutte e due, confrontandosi con l'Ancona... è una bella gara di ciapanò. Bastano due vittorie per tirarsi fuori. Conta chi ha i giocatori che ti tirano fuori dalle peste. Qualcuno ce l'ha. Il Bologna Signori, il Brescia Baggio, il Siena Chiesa, il Lecce Chevanton che è tra i più bravi del campionato. Avrei speranze se fossi dell'Empoli (che però a Modena doveva vincere, sennò è tutto un cavolo) e paura se fossi del Modena, perché la squadra non è il massimo e l'allenatore ha un solido curriculum di tracolli nel girone di ritorno. Ma ancora è lunga, mancano 12 partite, se si ha fortuna ci si tirano fuori 16-18 punti e allora si fa festa.









postato da Pank | 20:04 | commenti
 

lo so, in questo blo...

lo so, in questo blog si parla di calcio. Non solo ma soprattutto di calcio, al momento.
postato da Pank | 19:15 | commenti


18/02/2004
 

Stammone se ne andrà...

Stammone se ne andrà, qua non ci sta una lira.
Poveri ma belli

postato da Pank | 14:17 | commenti (7)
 

tàngo

tàngo
postato da Pank | 08:10 | commenti


16/02/2004
 

Hall of fame/ovvero:...

Hall of fame/ovvero: i calciatori famosi che non mi hanno conosciuto ma io ho conosciuto loro e, insomma, mi hanno colpito/Johan Neeskens

Quando gli olandesi inventarono il calcio totale avevano anche un prototipo di giocatore totale: Johan Neeskens. Un fenomeno, capace di attaccare, difendere, segnare, scolarsi barili di birra, litigare, fuggire in america, rinunciare alla nazionale dopo essere sbarcato dall'Ajax al Barcellona, e via così. Ma erano i ruggenti anni 70, non c'era manco l'antidoping e, insomma, basettoni e capelli lunghi la facevano da padrone. Così Neeskens impazzava nel ritiro delle meraviglie, dove i tulipani prendevano a calci, oltre al pallone, anche tutti i luoghi comuni del calcio. Macché ritiro, macché astinenza, macché numeri di maglia, macché ruoli fissi, macchè. Vi prendiamo a pallate e basta. Johan è un po' una figura simbolica, perché comunque è rimasto giocatore incompiuto, come altri grandi talenti di quell'immensa squadra (Rensenbrink, per esempio, ma ne parleremo). A differenza di Cruijff e di Ruud Krol, che si consacrarono tra i grandi del calcio. Forse per spirito olandese, per cui rincorrere i piccioli è interessante quanto e più di giocare a pallone. Chissà. La magnifica cicala con la maglia arancione centrò due finali mondiali, incappando in entrambi i casi nel paese organizzatore. Perse a Monaco contro la tosta Germania di Muller e di Overath, perse a Buenos Aires più per l'arbitro Gonella che per Kempes e Ardiles. Perse pure gli europei del 76, contro Nehoda e Ivo Viktor, ma in semifinale. Insomma, una tragedia, ma anche un grande spettacolo. Dopo qualche problema di vita sregolata, Neeskens (mi pare) rientrò nel giro della nazionale, come assistente di Frankie Rijkaard. Era un'altra faccia del calcio su cui fantasticavamo, almeno io. Chi non si ricorda l'Olanda già qualificata per gli europei che venne a perdere volontariamente contro l'Italia, irridendo il nostro calcio speculativo con novanta minuti di passaggi orizzontali (melina) senza mai cercare di costruire un'azione? Segnò Capello, per la meno gloriosa delle vittorie, e per la più buia delle giornate di calcio. Per questo, abbagliato dal mito, allora li ammirai. Per questo, a distanza di ventisette anni, mi stanno profondamente sulle scatole. Perché potevano essere uno spot per la sportività, ma preferivano di gran lunga essere spocchiosi e antipatici come il loro straordinario capitano, Johan Cruijff. Perciò si sono meritati tutte quelle finali perse, affanculo. E gloria eterna.

postato da Pank | 21:21 | commenti (4)
 

Ciao, Marco

S...

Ciao, Marco

Sento che tutti s'interrogano sui motivi. E figurarsi se li so io. Adesso è comodo dire che fissare il tetto dell'ematocrito a 50 coinvolge l'UCI nello strazio del doping generalizzato del ciclismo. Certo che è così. Ma c'è comunque qualcosa che resta insondabile, e che mostra quanto meccanica sia la ricostruzione che in troppi fanno con superficialità. Perché ad ammazzarti può essere l'abisso che hai dentro, tanto più profondo quanto in alto riesci ad arrivare. E non lo so, avrei dovuto conoscerti, avrebbero dovuto conoscerti, avresti dovuto conoscerti a fondo. Non lo so, dovrei sapere, tutti dovrebbero sapere cosa vuol dire salire in cima al mondo cavalcando un destriero in lega leggera, soli con il cuore che batte all'impazzata, e il sangue, denso o fluido che sia, che scorre nelle vene come un torrente, e non lascia tempo di respirare. Con il sole che ti cuoce e la fatica che ti avvelena. Ci avrai pensato, nelle discese a precipizio, all'abisso? Avrai guardato, scalando il Mortirolo o il Terminillo, al vuoto sotto quella strada in salita? Al vuoto che non si colma con la celebrità e con i miliardi? Adesso, si fa presto a mettere in piazza le tue manie di persecuzione, la tua incapacità di fidarti. Un equilibrio che si turba è il fatto, di cosa si turbi chi può saperlo, chi può dire? Chi può dire che sia stata la chimica, e non la tristezza, il dolore di vivere, l'impossibilità di reagire e sottrarsi a un ingranaggio che stritola, anche se per molti rappresenta il sogno? Non so se hai voluto o se ti è capitato. So che pedali oltre, adesso, e che all'improvviso ti sembrerà di respirare un'aria nuova, e di avere un nuovo libro da scrivere. E una nuova avventura, fosse vero, in cu tu possa guardare l'abisso senza venirne annichilito. Ciao, Marco, sei stato un'emozione per tutti. Abbi pazienza ancora una volta con chi non ha rispetto per te.


postato da Pank | 14:29 | commenti
 

Ansia
leggo di Pa...

Ansia
leggo di Parmalat e Cirio, sento di arresti, bancarotte, debiti non onorati, euro che vessa, indici di screscita, casse integrazioni, mobilità, contratti che saltano. Mi viene in mente che non ho pagato il bollo e un quattro-cinque multe e la polizza malattia.
signor giudice, sia clemente


postato da Pank | 14:16 | commenti


13/02/2004
 

Che bello Sam Cooke ...

Che bello Sam Cooke di pomeriggio presto. Non ho ancora mangiato, vedo un hot dog che danza in fondo al corridoio... You send me woo-woo-woo
postato da Pank | 15:53 | commenti
 

tutto questo non ha ...

tutto questo non ha senso.
infatti, l'avevo scritto lassù


postato da Pank | 15:46 | commenti


12/02/2004
 

4
uno in più de...

4

uno in più del numero perfetto. Più che perfetto. Non rimetto la foto del Mancio perché ce ne stanno 30, poi mi si penserebbe gay. Un pensierino, però, quasi quasi...
Questa vittoria è sua. Di uno che dice le cose come stanno. E che non vende mai fumo. Ha detto: ridatemi Cesar, e già che ci siete pure Lopez. Poi possiamo competere. Detto, fatto. Un primo tempo con una circolazione di palla a velocità stratosferica, una squadra corta, aggressiva, umile, che si è sacrificata per vincere. Senza panchina (siamo rimasti in pochi) e con un solo fuoriclasse (Stam). Al cicciolotto (che stimo) sull'altra panca, a Lippi, a Capello, a Zaccheroni arrivano campioni a palate. Con una squadra così Mancini, che è un predestinato e lo si vede sempre, farebbe sfracelli. Si fa ammirare con una squadra di vecchietti con l'alitosi e i capelli bianchi, l'artrosi e la patata al piede. Ma li mette in campo, a volte, che si credono il Real Madrid. E stasera gli è riuscito pure, il Real Madrid. Dopo la partita ci sarà stata una telefonata tra Galliani e Berlusconi, in cui il primo, costernato, avrà spiegato all'altro, infuriato, le cause del tracollo. Quasi quasi si gode più per la telefonata che per la partita...
E adesso palla al centro e zero a zero, con una nuova finale e senza i favori del pronostico. Per il carnevale, attraversare il Tevere.





postato da Pank | 02:04 | commenti (4)


11/02/2004
 

Let me kiss ya

Let me kiss ya

Se dico Nick Lowe, dico Brinsley Schwarz, Rockpile, gli anni della Stiff records, il primo disco dei Damned da produttore, e ancora Elvis Costello eccetera. Ma c'è la famosa storia che dice che, quando suonava con i Brinsley Schwarz, Nick sarebbe rimasto attaccato al suo basso per via di una scossa elettrica (filo scoperto on stage) che lo ha reso strabico, con i capelli bianchi e capace di scrivere cruel to be kind e (aggiungo io) let me kiss ya. Canzone che canticchio di questi giorni con mucho gusto (dababadadadabbaddaabba wish you-wish you-wish you let me kiss you now)

 

 

 



 

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postato da Pank | 16:20 | commenti (5)


09/02/2004
 

Pank!
Posso saper...

Pank!
Posso sapere quando cazzo mi rimetti in linea?
Sono tre giorni che non vedo Sobol. Guarda che vado all'Inter, non mi far girare le palle.





postato da Pank | 11:43 | commenti (5)