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30/09/2003
il decimillesimo click l'ho beccato io. Grazie a tutti color che hanno cliccato almeno una volta.
(19)07 Seccante rivoluzionare le abitudini. Lascio maestraEdda, che era delicata e un po' mammina, pure se cozza, e mi lisciava i capelli prima di mettermi 10. Il coglione del banco davanti dice che M. ne piglia più di me, di dieci. Io me ne batto i coglioni. Formaggino s'incazza, mi piglia il quaderno, gli dice: contiamo. Non soquantisono, di più i miei. Formaggino gongola e quando viene a casa mia bacia le foto di signorpadre. Mi secca lasciarlo ma mi tocca andare a scuola al pomeriggio, allora si cambia maestra. Quella nuova si chiama Nicky (oddio, Nicoletta dice lei) ed è più carina. C'è subito feeling alla grande. Grandinano dieci, mi piacciono i colori e disegno deliri. Ma mi manca Formaggino. A natale si ammazza il maiale e nonnaTuta manda giù il salame quadrato e quello morbido. Si tiene botta.
(19)06 Finalmente signoramadre mi toglie quelle cravattine del cazzo. Mi tira un po' i capelli quando mi pettina, si ricorda i boccoli. I boccoli sono roba da mocciosi. Io non sopporto i cappelli, neanche d'inverno. Orgoglioso del biondograno crucco e della camminata svelta che sfoggio, cartella a tracolla e calzoni corti, scarponcini e cappottino verde, mentre vado a scuola solo o torno col mio amico Formaggino. Si sale a casa per la merenda. Signorpadre è stranamente lì, non fa tardi la sera adesso che è malato e si preoccupa. Mi bacia e mi chiama mazzolino. Lo vedo chino sulla radio che sente tuttoilcalcio e controlla la schedina. Io capisco che 1x va bene per uno a zero, ma se uno vince tre a zero? E perché quando le squadre ributtano la palla in rete non contano tutte le volte che la palla entra, ma solo una? Signorpadre non è sportivo. Signoramadre gli chiede: "non vedi la partita stasera?" e lui: "no, la Lazio non la fanno". Dico, chesaràmmai. A natale signorammamma si alza presto alla mattina per rispondere al telefono. Si sta da quegli anziani che ci fanno chiamare nonni, non l'ho sentita rientrare, iersera l'ho salutata dal balcone che entrava di corsa dentro a quel trabiccolo chiamato multipla che somiglia a una rana. Il tetto nero e i fanalini rossi di luci accese. Non fa freddo, la vegliardasicula insiste perché mangi un po' di paneolive. La giovaneRoberta ieri sera mi ha mostrato le mutande, è arrivata signoraPina e ha detto che sono un impertinente e non devo importunare le cugine. Io scrollo le spalle. Non ho cugine, e poi non ho importunato nessuno. Semmai è stata lei a mostrarmi orgogliosa la topa. Mi scuote il pianto di signoramamma che mi abbraccia, me e le mie sister, e dice è finita. Non so cosa sia finito, ma ho l'impressione che si tratti di una faccenda terribilmente insidiosa.
(19)05 Questa faccenda delle penne è interessante. Fare le stanghette può essere divertente, ma è roba da pivelli. Meglio passare dritti ai contenuti. Anche leggere è fico. Quel signorepadre sta lì che s'ingegna a insegnarmi, ed è felice perché io imparo. Insomma, mi credeva forse tonto? Imparo sì, anche il velocipede infernale. L'unica noia sono tutti quei poppanti dell'asilo. E la maestra che è simpatica ma un po' cozza.
(19)04 Il vino. Ecco una delle chiavi dell'esistenza. Me lo ripeto schioccando la lingua dopo averne trangugiato un boccaletto pieno, di quelli da un quarto o giù di lì. Cannellino nostrano, fresco fresco, l'ostemamma che cerca con gli occhi sulla tavola e dice mi pareva che... Carosello è a colori, stasera. La sorella guarda e neanche a lei tornano i conti. Io sospiro.
(19)03 girare con quel signorepadre non è del tutto male. Davanti al capolinea del tram mi compra sempre i lupini, e mi lascia guidare, a volte, la sua 600. Insiste perché impari a condurre quel trabiccolo infernale che chiama triciclo. La sera mi manda a prendergli le ciabatte, il che mi secca un po'. D'altra parte è lui che porta il vino a casa, e non solo quello. Mi dice sempre di sta Lazio, dovrò darle un'occhiata.
(19)02 Quando mi spavento svengo. Come andarsene, non so. Stacco e me ne sto per i fatti mei, poi torno. Vedo quella signoramadre con l'aria preoccupata. Mi vedono i dottori. Dice che dormo troppo, mi dimentico persino di mangiare. Gli è che ho altro da fare.
(19)01 Se non fosse per la mancanza di pannolini, la vita non sarebbe del tutto male.
29/09/2003
SEXo
Fraghaspunfragmetellurichmanagemmilitesaunarcomasterricochettavor, detto Frag, parcheggiò con un colpetto di chela la teiera di Snork nell'area cucina. Si mosse sinuoso verso la bolla-soggiorno, dove lo attendeva un'anelante e appetitosa pupattola rimorchiata al fastglob, di ritorno dall'apertura della caccia al prelibato grumittel degli asteroidi di Cicalone, terzo pianeta del sistema di Asperizonealarm, quadrante superiore della galassia di Shmatuvalenko. La pupattola era uno schianto: coda tatuata di finte croste di morso di grafagha irsuto, zampe ornate di sete autofilanti dei mercati di Speruk, cresta da groppa posticcia arancione e nera, occhi grandi color amaranto picchiettati di bermagnum luminescente, chele laccate all'ossilow. Se ne stava acciambellata, facendo vibrare le due graziose proboscidi con fare ammiccante, aspettando che Frag desse inizio alle danze. Detto, fatto: Frag ingollò tre basi di trepigmescat e le masticò ben bene con le nere file di denti superiori. Poi gonfiò un enorme pallone pieno dei vapori estasianti della potente droga di Kratchmertz. Il pallone era talmente grande da contenere lui, superbo esemplare di trassoonanvil maculato di Snork, e la sua occasionale e avvenente compagna. L'eccitazione causata dalla potente droga fece il resto: Frag agguantò con le chele la zampa posteriore della pupattola, che non emise un suono, nonostante la stretta potente. Ci sapeva fare, la tipa. Lei abbrancò con lo slanciato tentacolo addominale le proboscidi di Frag, lasciandosi andare a un viluppo appassionato. Fu allora che, al culmine della tensione, sorse come dal nulla il Pungiglione. Era lungo almeno mezzo metro e nero nerissimo. Frag installò la protezione, fatta di morbido plexdurale di Snork, supersensibile. Poi iniziò a vorticare sulla coda, girando su sé stesso a velocità crescente. Quando il suo aspetto era simile ormai a un plastico tornado, trafisse la pupattola con il pungiglione, poco al di sotto del tentacolo addominale. Questa cacciò un gemito e trattenne il respiro. Poi si lasciò andare, ansimando, mentre il suo focoso amante continuava nella sua sfrenata e voluttuosa danza. Frag annunciò il suo climax intonando un potente anthem dell'esercito Snorkiano. La pupattola rispose con un gridolino. I due si abbandonarono poi sul tappeto sintetico di Khobill, e si addormentarono carezzandosi vicendevolmente le creste, mentre fuori già sorgevano i tre soli bianchi di Snork.
28/09/2003
RecuperoSezioneRecuperi/Rickie Lee Jones
'Cuz I am in the wrong end of the eight ball black
 Chuck E's in love. E mica solo Chuck, pure io. Intanto perché eri la donna di Tom. No, dico, Tom Waits. E poi perché ad ascoltarti ci si riempiva di bruciature e di tagli. Eppure era piano, e c'era la luce bassa, e tu sussurravi canzoni. Erano canzoni. Oggi c'era il black-out, e dopo pioveva ed ero solo a casa, niente voglia di uscire, nessun posto dove andare. E siamo stati di nuovo soli, come tanto tempo fa. Hey, I'm a lucky guy.
(at)tenSione SenSuale
anni fa ci fu chi genio cercò di tradurre in parole uno stato d'animo. Hai detto niente. Le parole sono importanti. D'altra parte non si poteva fare a meno di notare che quell'espressione, inventata per descrivere, poteva essere fuorviante. Cosa sono i sensi? Non li descrivo perché tutti conoscono i cinque sensi. Se s'intendono per sensi le proprietà che abbiamo per "ascoltare" l'ambiente che ci circonda, ma non solo. E se decidessimo, per convenzione, che ce ne sono altri, di sensi? In fin dei conti si tratta solo di usare le parole in modo flessibile, e d'altra parte qui sopra le parole sono tutto. Ecco, diciamo che ci sono situazioni in cui si sta attenti, e si gusta tutto quello che arriva, come comunicazione. E che ci sono persone che dicono qualcosa senza dirlo, muovendosi, stando dentro sé stesse, chiudendo gli occhi, isolandosi ma anche aprendo, fluendo, esprimendo sé stesse. Per noi che d'impressioni ci nutriamo queste persone sono importanti, perché hanno qualcosa che fa accendere una scintilla. Sono le candele che ci servono per accendere la fantasia, sono l'elastico che ci restituisce la nostra spinta, sono un motivo per credere che quello che cerchiamo prima o poi si trova. Niente di oggettivo: ciascuno di noi incontra qualcuno che gli dà qualcosa, ogni tanto. La sensazione di una comunicazione diversa, forse, di quelle che non c'è niente da dire e basta un gesto, uno sguardo, qualcosa. Per capire che si sta dalla stessa parte della vita. Qualche mese fa ho incontrato una persona che non ho dimenticato. Per ricordarmi meglio, gli ho intitolato il mio blog, addirittura. Oggi ho visto che ci sono giraffe in giro, ed è un po' un ritrovarsi, bello, per scoprire che anche le parole possono nutrire i sensi. Perlomeno se riecheggiano suoni che conosci. Niente di speciale, o forse si. Forse vuol dire che dio c'è. Oppure, più semplicemente, che a andare si fanno incontri belli.
24/09/2003
"Io non voglio parlare di questa gente. Questa gente non c'entra niente con il mio lavoro. Io voglio vedere le famiglie negli stadi" Fabio Capello. Complimenti, sono d'accordissimo. Sugli ultras violenti ci ritorniamo poi.
1h50'00 il crono, da maratona, per percorrere i 14 km che dividono la mia casa dal mio ufficio, agli zozzi Parioli. Senza una causa apparente. Un solo delirante ingorgo di auto, informe, indistinto e ininterrotto.
23/09/2003
Ok, la cosa la conosco. Bene. Non è da un giorno che giro sul web, saranno cinque o sei anni. Ho sperimentato ogni dipendenza e misurato ogni deriva altrui. C'è gente che si diverte a scrivere per scrivere, gente che ama conoscere altra gente, ma anche gente che non riesce a delimitare la virtualità e si sperde tra le moltitudini che ha dentro, di nick, di identità, foss'anche di blog. E' un diario, oppure un esercizio di stile, oppure un esercizio di snobismo. E' l'ascesa sulla scala della dipendenza internettica, dal più basso al più altro grado di tossicità. Inizio: uno scritto esitante e pudico. Il godimento di sapere che gli altri ti leggono. L'occhiata sempre meno furtiva al counter. I mezzi per aumentare i contatti, lo scambio di links non richiesto, poi richiesto, poi preteso. La lista dei referrer da sezionare e divorare, percorrendo i fili che si sono connessi a noi. Esplorando rotte private altrui. La sensazione di far parte di un club o di una casta di eletti; o anche l'aspirazione a. Attenti agli effetti collaterali: - non potete parlare di blog a tutti quelli che conoscete, compresa la portinaia o il parcheggiatore abusivo; - non vi rivolgete alle persone in carne e ossa chiamandole per nick; - mantenete le consuetudini normali. In genere quando ci si alza la mattina si va in bagno o si prepara il caffè. Poi, con calma, si accende il pc. Se vi svegliate alle quattro di notte e tutto quello che vi viene in mente è andare a controllare se ci sono commenti a questo o a quel post, siete nella cosa. Bene, niente di cui preoccuparsi. Ma tenete presente che chi s'intossica di web non sempre si comporta normalmente...
22/09/2003
congratulazioni, Sobol: 4-0 con tre gol di Enrichetto, che se abbiamo aspettato Lopez sei anni potevamo pure aspettare lui sei mesi... vabbè, ma questa è un'altra storia. La prima esterna, ci vuole, adesso: quando giocate contro la Roma?
indeciso, alterno, impicciato
18/09/2003
Quanno ce vò ce vò: adesso me sfogo
apezzo de
| stronzo |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[strón-zo] |
| Etimologia: |
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Dal longob. strunz 'sterco' |
| Definizione: |
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s. m. (volg.) 1 escremento solido di forma cilindrica 2 (fig.) persona stupida, odiosa. DIM. stronzetto, stronzino. | avagonede
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s. f. (volg.) 1 escremento, sterco 2 (fig.) cosa che disgusta, persona spregevole, situazione ripugnante | nella loc. agg. di merda, pessimo,... | abarilede
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s. m. (pop.) orina, spec. di animali. | a
| lurido |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[lù-ri-do] |
| Etimologia: |
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Dal lat. luri°du(m) 'livido, squallido' |
| Vedi: |
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Sinonimi e contrari
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| Definizione: |
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agg. 1 repellente, schifoso per la molta sporcizia: casa lurida | acque luride, di fogna, dette anche acque nere 2 (fig.) corrotto, fortemente disonesto: lurido imbroglione § luridamente avv. |
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dial. zozzo, agg. 1 sudicio, sporco: mani sozze di sangue 2 (fig.) turpe, moralmente ripugnante: un sozzo individuo 3 (ant.)... |
| vigliacco |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[vi-gliàc-co] |
| Etimologia: |
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Dallo sp. bellaco 'malvagio', con influsso di vile |
| Vedi: |
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Sinonimi e contrari
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| Definizione: |
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agg. e s. m. [f. -a; pl. m. -chi] che, chi manca di coraggio, evitando ogni occasione di pericolo e subendo passivamente sopraffazioni e prepotenze: gente vigliacca | che, chi è prepotente con i deboli: comportarsi da vigliacco. DIM. vigliacchetto ACCR. vigliaccone PEGG. vigliaccaccio § vigliaccamente avv. con vigliaccheria. |
| lercio |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[lèr-cio o lércio] |
| Etimologia: |
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Lat. volg. *hirci°u(m) 'caprino', deriv. di hi°rcus 'capro, becco' |
| Vedi: |
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Sinonimi e contrari
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| Definizione: |
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agg. [pl. f. -ce] sudicio, lurido in modo ripugnante: vestito lercio; stanza lercia | (fig.) turpe, immondo: azioni lerce ¶ s. m. sporcizia (anche fig.): c'è del lercio in questa faccenda § lerciamente avv. | stammeadodicipassidar
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s. m. (pop.) 1 deretano, sedere | essere culo e camicia, stare sempre insieme, andare molto d'accordo. DIM. culetto ACCR. culone 2 fondo... | eprimadinominarmisciacquatila
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s. f. 1 parte di una fognatura che raccoglie le acque dai fognoli e le convoglia nel collettore. ACCR. fognone (m.) PEGG. fognaccia 2 (fig.)... | checiaialpostodella
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s. f. 1 (anat.) cavità nella parte anteriore del viso dell'uomo, delimitata dalle labbra, che è organo della respirazione, della nutrizione e della fonazione;... |
| bugiardo |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[bu-giàr-do] |
| Etimologia: |
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| Vedi: |
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Sinonimi e contrari
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| Definizione: |
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agg. 1 che ha il vizio di dire bugie: una persona bugiarda | pera bugiarda, qualità di pera che sembra acerba quando invece è già matura 2 (lett.) falso, menzognero, illusorio: scuse, promesse bugiarde; al tempo delli dei falsi e bugiardi (DANTE Inf. I, 72) 3 (ant.) sleale ¶ s. m. [f. -a] chi ha il vizio di dire bugie: essere un gran bugiardo; dare del bugiardo a qualcuno, accusarlo di mentire. DIM. bugiardello ACCR. bugiardone PEGG. bugiardaccio § bugiardamente avv. |
| microcefalo |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[mi-cro-cè-fa-lo] |
| Etimologia: |
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Dal gr. mikroképhalos, comp. di mikro- 'micro-' e -cefalo |
| Definizione: |
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agg. e s. m. 1 (med.) che, chi è affetto da microcefalia 2 (scherz.) idiota, stupido. |
| intrigante |
| Sillabazione/Fonetica: |
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[in-tri-gàn-te] |
| Etimologia: |
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| Vedi: |
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Sinonimi e contrari
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| Definizione: |
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part. pres. di intrigare ¶ agg. 1 che ha l'abitudine di tramare imbrogli per ottenere qualcosa; che si impiccia degli affari altrui: un avvocato intrigante; una persona pettegola e intrigante 2 (fig.) che incuriosisce, attira, cattura l'attenzione; accattivante || Usato anche come s. m. e f. persona intrigante: essere un intrigante; comportarsi da intrigante § intrigantemente avv. (non com.). | del
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s. m. (volg.) 1 membro virile, pene | testa di cazzo, (fig.) imbecille, minchione 2 (fig.) persona sciocca, minchiona. ACCR.... | ah, mò si che te ce posso mannà più leggero. Affanculo, s'intende, tu e quella tua testaccia di
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s. f. (sicil. volg.) pene; si usa anche come esclamazione o come appellativo ingiurioso. |
Domani vado a prendere la Maglia Unica. ce l'abbiamo solo noi.
Da due giorni vivo sotto sequestro: sul mio pc del lavoro si alternano strane presenze che impediscono, a macchia di leopardo, ora questa ora quella ora quell'altra cosa. Uno stress della miseria e la voglia di resettare tuuuuttcrash
Firma, Deki. Senza storie. Firma che conviene soprattutto a te.
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